Oltre 123 mila i documenti del processo de L’Aquila riprodotti dalla Fondazione Vajont
Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Vajont si è riunito la scorsa settimana, presso l’Archivio di Stato di Belluno, per approvare il bilancio consuntivo che si è chiuso ancora con soddisfazione da parte degli amministratori ed esaminare lo stato dei lavori relativo all’opera di riproduzione del “fondo Vajont”, prodromo del tanto atteso Archivio Diffuso del Vajont.La riproduzione dei documenti contenuti negli oltre 40 metri di fascicoli relativi al processo de L’Aquila sta procedendo speditamente sotto la regia del prof. Maurizio Reberschak e il coordinamento del direttore della Fondazione, Giovanni De Lorenzi. Fondamentale l’apporto dell’Archivio di Stato di Belluno, oggi diretto dalla dott.ssa Claudia Salmini, subentrata al dott. Eurigio Tonetti che aveva avviato, d’intesa con le amministrazioni comunali il progetto in argomento. Ricordiamo che il “fondo” giace presso, appunto, l’Archivio di Stato di Belluno, che ospita anche il laboratorio utilizzato per la riproduzione. Ad oggi sono già oltre 123.000 i documenti riprodotti e la conclusione è prevista per la fine del 2012. L’avvio dell’Archivio Diffuso, i cui promotori si propongono di ufficializzarne la strutturazione in occasione delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della tragedia del Vajont, rappresenta il nucleo centrale e più ambizioso dell’attività della Fondazione, impegnata anche in altri progetti di ricerca in convenzione con il dipartimento Image dell’Università di Padova e l’amministrazione provinciale di Belluno in materia di rischio idraulico, nonché nella ricerca di risorse volte a sostenere le attività di ricerca attraverso il ricorso a finanziamenti europei, tramite la Regione Veneto, e privati, quali la Fondazione Cariverona, che ha recentemente concesso un contributo pari a 40.000 euro proprio per la catalogazione della documentazione relativa al processo dell’Aquila. Nei prossimi giorni è prevista una conferenza stampa di presentazione dei primi tre lotti realizzati. Il Consiglio di amministrazione ha anche esaminato il progetto sostenuto dalle amministrazioni comunali di Longarone, Castellavazzo ed Erto e Casso, teso a ripristinare la viabilità nella forra del Vajont, antecedente al disastro del 1963, seguito dal Vice Presidente, Renato Migotti, che pare disporre già di adeguate risorse per i tratti stradali in sinistra e destra Vajont, mentre resterebbe da definire come sostenere il costo della costruzione della passerella di collegamento e per questo i Comuni si sono attivati autonomamente ed in più direzioni.Longarone, 11 novembre 2011
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