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CENTRO DI RICERCA: Costituzione e attività previste

 CONVENZIONE TRA L’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI BELLUNO E LA FONDAZIONE VAJONT 9 OTTOBRE 1963 – ONLUS, PER LA COSTITUZIONE DEL “CENTRO DI RICERCA DI ECCELLENZA NEL CAMPO DELLA DIFESA DALLE CATASTROFI NATURALI E DEI PROBLEMI DELLA PROTEZIONE CIVILE”.

L’anno 2006 (duemilasei) addì 14 (quattordici) del mese di novembre fra i signori:

ERMANNO GASPARI nato a Cortina D’Ampezzo il 27/12/1948, in qua­lità di Dirigente Settore Lavori Pubblici, il quale dichiara di agire in quest'atto in nome, per conto e nell'interesse dell'Amministrazione Provinciale di Belluno che legalmente rappresenta;

PIERLUIGI DE CESERO nato a Belluno il 02/04/1969 in qualità di Presidente Della Fondazione Vajont 9 Ottobre 1963 – Onlus, il quale dichiara di agire in quest'atto in nome, per conto e nell'interesse della Fondazione che legal­mente rappresenta;

PREMESSO CHE

- con deliberazione in data 04 Agosto 2006 n. 81/2006 il Consiglio Provinciale ha deciso di approvare lo schema di convenzione per la costituzione di un Centro di Ricerca nel campo della difesa delle catastrofi naturali e dei problemi della protezione civile;

- il medesimo schema di convenzione è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Vajont in data 22 settembre 2006.

ciò premesso

si conviene e si stipula quanto segue:

1. Obiettivi del Centro di Ricerca

I problemi della Difesa del Suolo e conseguentemente della Protezione Civile, in caso di calamità, sono di cruciale importanza per territori urbanizzati gravemente esposti ai fenomeni di piena e al pericolo di inondazione. Tanto più questi problemi sono importanti nei territori montani dove la formazione delle piene e la presenza di fenomeni impulsivi di trasporto di massa sono caratterizzate da tempi di evoluzione relativamente brevi e la loro propagazione verso fondovalle comporta, in caso di insufficienza delle difese, danni ingenti e, talvolta, anche lutti per le popolazioni colpite.

Questi problemi, nonostante la loro rilevanza sociale, non ricevono ancora nel nostro Paese la dovuta attenzione. Mancano in particolare centri di ricerca che siano specificatamente orientati su questi argomenti e siano in grado di fornire il necessario supporto conoscitivo sia per sviluppare una ragionata e corretta pianificazione territoriale, sia per mettere in essere un ben organizzata risposta nelle fasi concitate di gestione dell’emergenza.

Per lo studio e la prevenzione di tali problemi nel passato recente sono stati sviluppati strumenti molto avanzati, quali:

a) accurati modelli matematici e numerici per applicazioni di grande e grandissima scala;

b) osservazioni in remoto di campi distribuiti nello spazio e nel tempo con sensori di ultima generazione;

c) sistemi informatici per il riconoscimento automatico delle proprietà a terra di grandezze distribuite nello spazio;

d) sistemi informativi geografici di ultima generazione;

e) sistemi di rilevamento in tempo reale costituiti da reti di misura distribuite sul territorio, insieme a sistemi geostatistici che consentono una effettiva distribuzione spaziale delle osservazioni.

Si tratta di strumenti che rendono concreta la possibilità da una parte di supportare una corretta pianificazione territoriale, dall’altra di prevedere con sufficiente anticipo temporale e dettaglio spaziale eventi estremi. E’ questo il caso, ad esempio, della previsione delle piene fluviali in tempo reale per la quale la capacita’ di previsione dei campi di precipitazione a terra già oggi consente una ragionevole approssimazione degli eventi di piena (almeno per bacini di dimensione superiore a 1000 km2) con un anticipo anche superiore alle 24-48 ore. Dette previsioni sono peraltro utili per allertare zone a rischio geologico, laddove sono conosciute le dinamiche del fenomeno.

Le nuove generazioni di modelli accoppiati idrologico-idraulici sono in grado, quando tarati su di un adatto passato osservato, di prevedere non solo i processi di formazione delle piene ed i loro colmi idrometrici, ma anche di valutare le modifiche d’alveo conseguenti agli eventi, in uno con la propagazione sul territorio circostante di eventuali onde di sommersione che lasciassero gli alvei per insufficienza delle difese di contenimento. La rilevanza per la protezione civile del territorio è dunque ovvia, potendosi predisporre piani di emergenza con un tempo di anticipo dell’ordine di 1-2 giorni.

L’opportunità di poter rendere disponibili a comunità intere strumenti di tale tipo è dunque da ritenersi di grande importanza economica e sociale, e funzionale ad un vero sviluppo del territorio di riferimento.

Uno stretto collegamento tra ricerca ed applicazione non è facile da creare all’interno del mondo universitario al quale nel nostro Paese è prevalentemente demandata l’attività di ricerca. Una via percorribile è proprio quella di creare un Centro con ambizioni di eccellenza, opportunamente collegato al mondo della ricerca universitaria che rivolge la sua attenzione a questo campo, ma anche alle Istituzioni che operativamente sono interessate agli stessi problemi.

2. Strategie Operative

Al fine di rendere concreto il raggiungimento degli obiettivi sopra indicati l’Amministrazione provinciale di Belluno e la Fondazione Vajont, in qualità di Enti Promotori, determinano di costituire una struttura denominata “Centro di Ricerca di Eccellenza nel campo della difesa dalle Catastrofi Naturali e dei problemi della Protezione Civile”, da realizzarsi quale articolazione operativa della stessa Fondazione Vajont 9 ottobre 1963.

La presente convenzione, unitamente alla deliberazione di Consiglio provinciale n 81/2006 del 04/08/2006 ed all’approvazione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Vajont in data 22 settembre 2006, che vengono allegate al presente atto quali documenti rispettivamente, è destinata a regolamentare i reciproci rapporti tra i due Enti Promotori in qualità di parti contraenti.

Al fine di assicurare che al Centro di Ricerca sia garantito un supporto scientifico le parti individuano principalmente nella Università degli Studi di Padova ed in particolare Dipartimento di Ingegneria Idraulica, Marittima Ambientale e Geotecnica dell’Università (Dipartimento IMAGE) il soggetto qualificato per il raggiungimento degli obiettivi scientifici del Centro. Al soggetto di cui sopra possono essere accostati o individuati in sostituzione anche altre strutture in grado di offrire analoghe specificità nel campo della ricerca oggetto della presente convenzione.

La Fondazione Vajont si impegna direttamente a perfezionare e gestire, attraverso apposite convenzioni, tutti i rapporti e le modalità di collaborazione con l’Università di Padova per il raggiungimento degli obiettivi del Centro di Ricerca.

Il Centro deve fungere da punto di riferimento per i ricercatori che operano in questo settore ed essere in grado di:

- sviluppare autonomamente ricerche avanzate nei campi dell’Idrologia e dell’Idraulica;

- interfacciarsi con gli Enti e le Istituzioni preposte al governo del territorio, in modo da riversare tempestivamente nelle applicazione i risultati delle ricerche;

- trasferire in conoscenza teorica e pratica il progresso cosi’ rapido e qualificante della ricerca a livello internazionale ad un numero significativo di tecnici del settore con compiti operativi.

Proprio il tema della extension ovvero del trasferimento tecnologico e scientifico ad applicazioni di vasta portata economico e sociale, quali quelle della protezione civile applicata alla prevenzione delle catastrofi idrogeologiche, costituisce una valida premessa per il funzionamento del Centro, anche in prospettiva di un suo autofinanziamento.

3. Funzione del Centro

La funzione del Centro è orientata verso i seguenti obiettivi principali:

- convergenza di grandi competenze non solo locali o nazionali, ma aperte alla più ampia internazionalizzazione, nel campo della difesa dalle catastrofi naturali e dei problemi della Protezione Civile, in modo da recepire tempestivamente tutti i progressi conoscitivi su questi temi;

- promozione di una didattica specialistica, funzionale da un lato alla crescita culturale del territorio di riferimento, dall’altro al consolidamento della rete di rapporti, anche internazionali, che alimentano il Centro. Tale didattica è finalizzata sia alla formazione, sia all’informazione verso l‘esterno, in particolare per accrescere la sensibilizzazione alla divulgazione della scienza, come elemento propedeutico ad una crescita civile, sociale ed economica. In questa direzione si ipotizza il coinvolgimento di scuole superiori da una parte nella divulgazione dei risultati delle ricerca su argomenti territoriali ed ambientali, dall’altra nella partecipazione diretta e guidata su temi particolari, che possano far crescere la consapevolezza dei valori e la conoscenza del territorio di riferimento. Buona divulgazione nella prima maturità intellettuale significa rendere alla società civile una diversa, migliore educazione civica;

- nei termini della fase “iniziale” di cui al successivo punto 5 lett.a), dovrà essere realizzato un modello matematico e numerico applicabile all’asta principale del Piave, per la previsione delle piene in tempo reale ed allo scopo di allertare il sistema di protezione civile. Il relativo software verrà fornito senza oneri agli Enti Promotori del Centro di Ricerca che si impegna inoltre all’addestramento scientifico dei tecnici individuati dagli stessi Enti Promotori.

4. Struttura del Centro

Le parti individuano nella Fondazione Vajont, soggetto dotato di capacità giuridica, l’ente di riferimento del Centro di Ricerca.

5. Finanziamenti del Centro

Le parti concordano che i finanziamenti necessari al funzionamento del Centro si distinguono tra la “fase iniziale” ed il funzionamento “a regime” del Centro di Ricerca.

a) Fase “iniziale”

b) Fase “a regime”

6. Sviluppo

Le parti prevedono che il Centro di Ricerca abbia una durata minima di 10 anni quale tempo necessario per permettere al nuovo organismo di farsi conoscere ed apprezzare e di produrre contributi scientifici e tecnici significativi.

Al termine di ogni anno l’organo di indirizzo del Centro si impegna tuttavia a fornire ai due Enti Promotori un bilancio delle attività svolte e dei risultati conseguiti affinché le parti valutino l’opportunità di proseguire, modificare o interrompere le attività.

7. Localizzazione del Centro e spazi operativi

Il Centro trova la sua sede presso la Fondazione Vajont in Longarone (BL), sorta proprio con l’obiettivo di promuovere iniziative culturali e di ricerca nei settori della prevenzione e della difesa dalle grandi catastrofi naturali

La dimensione fisica del Centro deve garantire le diverse attività organizzative e di ricerca prevedibili, nonché eventuali attività didattiche e di aggiornamento nel campo della Difesa del suolo e della Protezione civile. Si può approssimativamente valutare che il Centro a regime e a pieno organico debba poter disporre di spazi coperti per circa 400 m2

8. Strumenti del Centro

A pieno organico, la dotazione di strumenti previsti alla istituzione e attivazione del Centro potrà essere composta da:

- una rete di calcolo di dimensione opportuna (n. 15 stazioni), che componga un sistema di calcolo moderno e veloce;

- un sistema di alta velocità di connessione alle reti informatiche;

- strumenti di misura idrologica, idraulica e di movimenti franosi;

- un mezzo fuoristrada per la collezione di dati di campagna;

- un sistema di computer portabili attrezzati anche per la raccolta locale di dati;

- sistemi GIS e ENVI, un laboratorio informatico per il trattamento delle immagini digitali

Tecnicamente il Centro si propone per un collegamento teorico e pratico fra misure di campo (con telestrumenti e con osservazioni (specie idrauliche dirette) e modellizzazione matematica e numerica dei fenomeni. Non ha dunque necessità di un laboratorio in senso tradizionale. Deve, viceversa, essere attrezzato per misure anche speditive di campagna, in particolare per la validazione di misure in remoto (i.e. ground truthing). La moderna tendenza della ricerca prevede la costituzione di biblioteche di modestissime dimensioni, a fronte di un forte impegno di sottoscrizione a biblioteche ed archivi elettronici.

9. La potenziale rete dei rapporti scientifici del Centro

Il Centro è aperto a tutte le Istituzioni e a tutti i ricercatori qualificati operanti nei settori di interesse.

Sulla base di accordi preliminari e di dichiarazioni di disponibilità a valutare l’iniziativa, gli Enti Promotori ipotizzano che la rete di Istituzioni di ricerca connessa al Centro possa essere composta dai seguenti istituti:

- Dipartimento di Ingegneria Idraulica, Marittima Ambientale e Geotecnica, Università

di Padova

- Centro Internazionale di Idrologia “Dino Tonini”, Università di Padova

-Scuola di Dottorato in Scienze dell’Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Padova

- Centro Valanghe di Arabba

- Istituto Federale per lo Studio della Neve e delle Valanghe di Davos (Svizzera)

- Department of Civil and Environmental Engineering, Princeton University (USA)

- Dipartimento di Ingegneria Ambientale dell’Università di Genova e relativo Dottorato;

- Department of Earth and Planetary Sciences dell’Università di California, Berkeley (USA)

- Department of Civil and Environmental Engineering, University of Illinois (USA)

Con ciascuna delle istituzioni aderenti verrà perfezionato un disciplinare (Memorandum of Understanding) destinato a regolare i rapporti e le modalità di collaborazione con i ricercatori interessati alle attività del Centro.

10. La potenziale rete dei rapporti istituzionali

Le parti si impegnano a promuovere, attraverso apposite convenzioni che verranno di volta in volta definite dal Centro di Ricerca, la presente iniziativa presso altri Enti Istituzionali.

 

Per la provincia di Belluno

FIRMATO

IL DIRIGENTE SETTORE LL PP

Per la Fondazione Vajont 9 ottobre 1963

FIRMATO

IL PRESIDENTE

Ing. Ermanno Gaspari

Dott. Pierluigi De Cesero

pubbl. Giovanni De Lorenzi

2007 ATTIVITA' SVOLTA

Pubblicato il Rapporto Tecnico di attività 2007 "Bacino del Piave: Studi e ricerche idrologiche finalizzate alla messa a punto di un modello matematico di accumulo e sciglimento nivale" (atti disponibili)

 







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